Vincenzo Morani

Polistena (RC) 1809 - Roma 1870

di Isabella Valente

 

V. Morani, Pranzo in campagna

  

 

Iscrittosi nel 1827 al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dopo un iniziale apprendistato presso il padre Fortunato, decoratore e scultore, partecipò alle mostre del Real Museo Borbonico: nel 1830 con la tempera Veduta di un tempio; nel 1833 con tre opere, Bozzo di un quadro a fresco, grande palmi 24 per 28 del Monastero della SS. Trinità di Cava, Urbano II invitato dai monaci benedice il Monastero (la Pietra Santa), che nel catalogo comparve con allegata una lunga descrizione, Mezza figura di schiena, e tre disegni, due Ritratti d'uomo a mezza figura e un Altro simile che legge. Alla Biennale Borbonica del 1835, quando frequentava il pensionato romano, presentò due dipinti, La morte di Archimede e il Ritratto sedente del signor D. Pasquale Borrelli al naturale. Due anni dopo, alla mostra successiva, ancora col pensionato, propose David ritorna vittorioso con la testa dl Golia in mano e nel cammino si arresta per tributare ringraziamenti a Dio e La creazione di Adamo (ripreso dall'affresco michelangiolesco della Sistina). Alla mostra del 1839 espose Venere reca le armi ad Enea e San Giovanni Battista, Erode ed Erodiade; nell'edizione del '45 espose ancora La morte di Archimede e una Sacra Famiglia. Partecipò all'esposizione del 1851, divenuto professore onorario dell'Accademia di Belle Arti, con i dipinti Il cardinale Bembo che visita nel palazzo della Farnesina Raffaello, il quale vi stava dipingendo la Galatea e Il riposo della Sacra Famiglia in Egitto. Finito il pensionato volle stabilirsi a Roma dove entrò in contatto con Tommaso Minardi e il circolo dei puristi. A Roma ricevette prestigiose commissioni come quella per il duca Marino Torlonia, Terminata entro il 1842, la commissione comprendeva un ciclo di affreschi per la decorazione della cappella del palazzo romano del duca: gli episodi sono, Il Salvatore adorato dagli angeli, nell'abside, il Padre Eterno, nella volta, Angeli musici, nelle lunette, I quattro poeti maggiori, nei pennacchi,. e la Vita di Mosè in quattro lunette. Successiva è la tela Apollo e Teti eseguita per il principe Alessandro Torlonia. Per Vincenzo Ruffo di Napoli realizzò nel 1842 I'lncoronazione di Ester. Cinque anni dopo ultimò su commissione del re Ferdinando II una Crocifissione, per la chiesa del Cimitero Nuovo. Segue una Deposizione per la Badia di Cava de' Tirreni nel 1852. Tra il 1857 e il '63 per la stessa chiesa Morani eseguì un ciclo di affreschi, tra i quali, La visione di Sant'Alferio e Principali insegnamenti della Regola. Nel 1870 partecipò all'Esposizione d'Arte Cristiana a Roma con il Riposo in Egitto e I discepoli di Gesù Cristo abbandonati in una barca dai giudei e miracolosamente giunti in salvo a Marsiglia, con la Quale ottenne la medaglia d'oro. Morani fu anche ritrattista di alta qualità.
Sue opere parteciparono spesso alle mostre d'arte calabrese organizzate in Calabria da Alfonso Frangipane: alla prima, di Catanzaro del 1912, erano in esposizione Ritratto di Walter Scolt (che con un errore di interpretazione s'indicava il Ritratto d'uomo, edito nel 1993), Ritratto di Francesco Florimo e di Florimo seniore; a quella di Reggio Calabria del 1920 erano presenti undici opere, II macchinatore, II padre del figliuol prodigo, Archimede, S. Benedetto, S. Benedetto e S. Placido, S. Francesco d'Assisi, ritratto di un monaco benedettino, Testa del cardinale Bembo, Autoritratto, Studio e Madonna del Carmelo. A quella del 1922 erano visibili cinque opere (La Madonna del Carmelo, Dante e Beatrice, Bozzetto per la chiesa di Cava, La benedizione dei fiori, Torquato Tasso); nel 1926 tre dipinti (La benedizione dei fiori, un Bozzetto a olio, Dante e Beatrice), nel 1951 erano in esposizione otto opere (Autoritratto, Testa d'uomo In turbante, Venere che porta le armi ad Enea, Testa dl frate, Ritratto di Ersilia Morani, Testa di donna, Paesaggio e Raffaello e la fornarina).