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L'Università dei Popoli di Badolato (che ha come
magnifico rettore lo storico prof. Antonio Gesualdo) ha assegnato i "Premi
Calabria 2009 - Una Vita per la Cultura" a sei personaggi che da sempre
fanno della cultura e della "calabresità" un punto fermo e di orgoglio della
propria esistenza. La seconda edizione di tale riconoscimento va a Giuseppe
D'Agostino, Libero Gatti, Antonio Grano, Giovanni Russo, Nicola Sinopoli e
Vincenzina Esposito, che entrano così a far parte dell'Olimpo culturale
calabrese.
Giuseppe D'Agostino, è nato nel 1932 a Monterosso
Calabro, nel vibonese. E' giornalista dal 1957 anno in cui ha fondato "Il
popolo calabrese" uno dei periodici italiani più longevi diretti dalla
stessa persona. Come curatore di mostre e pubblicazioni, come organizzatore
di prestigiosi concorsi anche internazionali, come presidente di giuria e
come presidente nazionale dell'Associazione Letterati ed Artisti, D'Agostino
ha conosciuto i più importanti esponenti della letteratura e dell'arte del
secondo Novecento, e continua a mantenere con parecchi di loro sempre utili
rapporti di amicizia e collaborazione.
Libero Gatti, nato nel 1939, ha fondato e dirige
l'omonimo Museo Naturalistico di Copanello (Catanzaro) uno dei più originali
e pregevoli del mondo poiché raccoglie e valorizza, tra tanto altro,
migliaia di conchiglie che lo stesso Gatti da decenni continua a pescare in
tutti i mari del mondo, nel contesto di spedizioni scientifiche di grande
importanza, l'ultima delle quali si è appena compiuta con sucesso in
Polinesia (www.mnlg.it). Tra i primi in Italia ad adottare l'agricoltura
biologica, inserita in pregetti europei, l'olio dei suoi uliveti si attesta
sempre tra i primi posti nei concorsi mediterranei.
Antonio Grano, sociologo e storico, è nato a
Cosenza nel 1938. Quindici finora e ben noti i suoi libri incentrati sul
papa Celestino V e su altri personaggi, luoghi e vicende che hanno
influenzato la società europea e italiana, in particolare quella
meridionale, nel corso dei secoli. Oltre a varie pubblicazioni di
antropologia culturale e religiosa, sempre più successo stanno ottenendo,
anche televisivamente, in Italia e nel mondo i suoi avvincenti studi sulla
sociologia della canzone napoletana (www.antoniograno.it). E' da sempre
assai impegnato nella lotta per i diritti umani, specialmente per le persone
disabili.
Giovanni Russo, nato nel 1948, è un vero apostolo
della cultura, in particolare calabrese. E' riuscito a fare della Biblioteca
Comunale di Polistena (Reggio Calabria), di cui è direttore, una delle più
importanti della nostra regione, abbinandovi pure un Museo Civico di
notevole interesse. Fondatore e presidente del Centro Studi Polistenesi
(www.polistenaonline.it) ha al suo attivo quaranta pubblicazioni a stampa,
cui si aggiungerà presto una suggestiva e quanto mai imperdibile "Storia
delle bande calabresi".
Nicola Sinopoli, nato nel 1921 a San Vito sullo
Jonio (Catanzaro), ha partecipato come ufficiale nella campagna di Russia,
durante la seconda guerra mondiale, e per quarantesei anni ha lavorato come
dirigente nel settore educazionale della Rai-Radiotelevisione italiana di
Roma fin dai tempi in cui questa era EIAR, accanto ai personaggi più famosi
della cultura italiana ed internazionale, divenendo poi vice direttore del
Centro di Produzione RAI di Via Teulada. Finora sono trentotto i titoli dati
alle stampe, quasi tutti di carattere storico-sociologico. Da qualche anno
vive con i figli a Ragusa.
La novità di questa seconda edizione, dovuta al
giornalista-scrittore Domenico Lanciano (ideatore dei "Premi Calabria - Una
Vita per la Cultura") è l'avere istituito la sezione "Giovani promesse"
dedicata cioè a quei giovani che hanno intrapreso la difficilissima strada
della cultura sociale. Questo anno il premio, che intende essere
incoraggiamento ed augurio, è andato a Vincenzina Esposito, nata nel
1980 a Cassano allo Jonio (Cosenza), dove è studiosa, conservatrice e
valorizzatrice dei beni ecclesiastici della Curia Diocesana.
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