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Antonio Piromalli |
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(Maropati 1920 - Polistena 2003)* |
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di Rocco Liberti |
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Col prof. Piromalli, scrittore in particolare di letteratura calabrese e italiana, ispettore ministeriale, docente di filologìa e storia all’università di Cassino, ho avuto il primo incontro ad Oppido in casa di mons. Pignataro in sulla metà degli anni ’60, ma non so dirne la data esatta.
Un
ottimo opuscolo è Oppido e Tresilico nei registri parrocchiali
di Rocco Liberti (estr. da Studi Meridionali 1971), puntuale, attento ai
fatti generali e ai documenti, informato, equilibrato. Noi ci auguriamo
che il Liberti allarghi le sue indagini agli altri paesi della Piana e
pensi a un’opera complessiva.
Dopo
alquanto tempo ho ricevuto una illustrata datata 6 gennaio 1982 da Roma,
dove il professore risiedeva, con la quale, con calligrafia quasi
impossibile a decifrarsi, mi faceva pervenire il suo grazie per una
recensione ad un volumetto che riportava le composizioni del poeta
polistenese Vincenzo Rovere, al quale aveva premesso una sua prefazione.
Quindi, mi richiedeva ancora copia del mio lavoro “Folklore della
Calabria”, di cui avrebbe trattato in un convegno che si sarebbe
svolto in Romagna, ma il volume era andato presto esaurito. Sono
trascorsi ancora un buon numero di anni, quando con altra cartolina del
18 gennaio 1986 è venuto a domandarmi notizie su Andrea Mazzitelli,
noto patriota di Parghelia, avendo letto una mia recensione ad un libro
che ne trattava. Aveva scorto la nota in “Calabria Letteraria”
frettolosamente in treno, dove l’aveva pur lasciata distrattamente.
C’era in lui, comunque, l’intenzione di richiedere copia della
pubblicazione. Parimenti voleva informazioni sulla circostanza che
l’abate Jerocades fosse stato ad Oppido intorno al 1775, ma
sicuramente, come poi gli ho comunicato, equivocava con Gregorio Aracri. L’1
giugno 1989 il prof. Piromalli, avendone avuto sentore, è venuto a
chiedermi il lavoro dal titolo “Sanfedisti, giacobini e briganti nella
Piana di Gioia” adducendo a motivo ch’egli stesso si stava occupando
del medesimo argomento. Me ne ringraziava il 9 agosto e, segnalandomi
qualche imprecisione, teneva a giudicare l’opera un
ottimo contributo per le novità riguardanti la Piana. Domandava anche maggiori lumi su Francesco Antonio Grimaldi.
Dopo tanto tempo mi ha ricontattato l’8 marzo del 1999, quindi dopo
ben 10 anni, pregandomi di voler effettuare per lui col tempo una
ricerca presso l’archivio di stato di Palmi al fine di conoscere se
gli atti del notaio Pasquale Jaconis di Maròpati rivestissero un
qualche valore storico. Gli sarebbe stata sufficiente anche la sola
descrizione del contenuto. Inutile dire che mi son fatto un dovere di
provvedere sollecitamente al desiderio dell’amico, ma la mia fatica si
è resa purtroppo infruttuosa. Comunque, egli veniva come di consueto e
cioè con la scarsamente leggibile cartolina a ringraziarmene. Questo il
suo riscontro: sono tranquillo
perché Lei della nostra Piana ha visto tutto.
Contemporaneamente esprimeva gratitudine per due lavori che gli avevo
inviato e mi avvisava dell’uscita di una rivista da lui diretta. Si
trattava di “Letteratura & Società” avviata proprio nell’anno
dall’editore Pellegrini, di cui mi invierà poi i primi due numeri.
Ho
visto per l’ultima volta il prof. Piromalli il 14 aprile 2003 a
Taurianova, dove si era recato per la presentazione del volume che
raccoglie le opere latine di Francesco Sofia Alessio ed è stato un
incontro particolarmente caloroso, documentato da una fotografia
scattata da un’amica, che, purtroppo, non sono riuscito mai ad avere.
Ne ho approfittato per fargli dono di un paio di pubblicazioni di suo
interesse. Veniva a ringraziarmene il susseguente 8 maggio e, dicendosi
più di tutto contento dell’incontro fatto, mi avvisava che stava per
andare in Romagna. Dopo appena un mese, il 7 giugno decedeva
inopinatamente a Polistena, mentre si recava all’ennesimo convegno
culturale.
Piromalli,
che ha pubblicato importanti studi di letteratura italiana di carattere
nazionale (parecchio considerata l’opera La
cultura a Ferrara al tempo di L. Ariosto [2],
ha prodotto varie opere d’interesse calabrese, come Fortunato
Seminara [3],
La letteratura calabrese,
ch’ebbe tre edizioni [4],
Antologia della letteratura
calabrese [5].
Nel 1978 dava alle stampe con Brenner in Cosenza una ben documentata
monografia sul paese natale, appunto, Maropati
con sottotitolo Storia di un
feudo e di un’usurpazione.
[1] Rubbettino, Soveria Mannelli 1985, p. 26. [2] Firenze 1952. [3]
Pellegrini,
Cosenza 1966. [4] Ivi 1965; Guida, Napoli 1977 ed ancora Pellegrini in 2 tomi 1996. [5]
Assieme
a Carmine Chiodo, Pellegrini 2000.
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(*) Pubblicato
in “Storicittà”, XIV (2005), n. 136, pp. 58-59. |
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Chi volesse approfondire la conoscenza della figura del Prof. Antonio Piromalli |
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può consultare il sito www.antoniopiromalli.it |