SAN ROCCO E CINQUEFRONDI

di Tommaso F. Pezzano e Giovanni Quaranta

(Ediz. Centro Studi Polistenesi)

                     

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Chiesa del Carmine di Cinquefrondi - 7 settembre 2006

 

                              

IMMAGINI  DELLA  MANIFESTAZIONE

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LEGGI L'ARTICOLO DEL PERIODICO "LA PIANA"                

           

 

Presentata la pubblicazione “San Rocco e Cinquefrondi”*

Organizzata dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con la Parrocchia di San Michele Arcangelo, il 7 settembre, alla presenza di un folto numero di devoti, si è svolta, dentro l’artistica Chiesa del Carmine e nell’atmosfera magica della festa, la presentazione dell’opuscolo “San Rocco e Cinquefrondi” di Tommaso F. Pezzano e Giovanni Quaranta, edita dal Centro Studi Polistenesi. Ad introdurre l’iniziativa, per parte dell’Amministrazione Comunale, è stato il vicesindaco Michele Longo, seguito dall’assessore alla cultura prof.ssa Cettina Nicolosi, i quali, nel sottolineare il valore della manifestazione, oltre che dal punto di vista religioso, anche dal lato culturale, hanno espresso vivi apprezzamenti agli autori ed i ringraziamenti del caso al Parroco D. Serafino Avenoso per la sensibilità e disponibilità a far sì che il terzo quaderno del Centro Studi Polistenesi avesse luogo nella Casa di Dio. A presentare, poi, la pubblicazione, si è fatto carico il prof. Ugo Verzì Borgese che, con la sua attenta e meticolosa interpretazione del documento, non solo si è soffermato sulla biografia del Santo di Montpellier, ma, sottolineando il valore antropologico dei caratteristici “deserti”, una autentica forma di teatro di figura che, solo a Cinquefrondi, prende forma in occasione della festa, mediante l’allestimento, in diversi quartieri, di scene popolari della vita di San Rocco, ha ricondotto il significato degli stessi alla solitudine dell’invocato pellegrino. Grande rilievo ha poi, tra l’altro, assegnato al documento archivistico rintracciato da Giovanni Quaranta circa il fenomeno di sudorazione di cui fu soggetta la statua nel 1854 e di cui uno stuolo di canonici, sacerdoti e gente “importante”, davanti al notaio Panetta, si preoccupò di lasciarne ampia testimonianza. Un’occasione, quindi, per restituire un episodio ormai in dissolvenza nella memoria del popolo, ma capace di tenere saldamente legate la memoria storica e l’identità della comunità cinquefrondese. La chiusura della manifestazione, dopo gl’interventi degli autori e del Presidente del Centro Studi Polistenesi, è stata affidata al Parroco D. Serafino Avenoso che, nella sua qualità di rappresentante di quella Chiesa con “i piedi di piombo”, pur apprezzando l’iniziativa, giustamente non ha mancato di invitare il popolo presente, che è stato omaggiato di una copia della pubblicazione, a non considerare la sudorazione un vero e proprio “miracolo”, bensì un lontano episodio, non primo e non nuovo alle popolazioni della Piana di Gioia Tauro, che non ha avuto successive ripetizioni.

 (Giovanni Russo)

 

* Calabria Sconosciuta, rivista trimestrale di cultura e turismo, Anno XXIX, n. 111 Luglio-Settembre 2006, pag. 80.