|
Presentata la pubblicazione “San Rocco e Cinquefrondi”*
Organizzata dall’Amministrazione Comunale in collaborazione
con
la Parrocchia
di San Michele Arcangelo, il 7 settembre, alla presenza di un folto
numero di devoti, si è svolta, dentro l’artistica Chiesa del Carmine
e nell’atmosfera magica della festa, la presentazione dell’opuscolo
“San Rocco e Cinquefrondi” di Tommaso F. Pezzano e Giovanni
Quaranta, edita dal Centro Studi Polistenesi. Ad introdurre
l’iniziativa, per parte dell’Amministrazione Comunale, è stato il
vicesindaco Michele Longo, seguito dall’assessore alla cultura
prof.ssa Cettina Nicolosi, i quali, nel sottolineare il valore della
manifestazione, oltre che dal punto di vista religioso, anche dal lato
culturale, hanno espresso vivi apprezzamenti agli autori ed i
ringraziamenti del caso al Parroco D. Serafino Avenoso per la sensibilità
e disponibilità a far sì che il terzo quaderno del Centro Studi
Polistenesi avesse luogo nella Casa di Dio. A presentare, poi, la
pubblicazione, si è fatto carico il prof. Ugo Verzì Borgese che, con
la sua attenta e meticolosa interpretazione del documento, non solo si
è soffermato sulla biografia del Santo di Montpellier, ma,
sottolineando il valore antropologico dei caratteristici “deserti”,
una autentica forma di teatro di figura che, solo a Cinquefrondi, prende
forma in occasione della festa, mediante l’allestimento, in diversi
quartieri, di scene popolari della vita di San Rocco, ha ricondotto il
significato degli stessi alla solitudine dell’invocato pellegrino.
Grande rilievo ha poi, tra l’altro, assegnato al documento
archivistico rintracciato da Giovanni Quaranta circa il fenomeno di
sudorazione di cui fu soggetta la statua nel 1854 e di cui uno stuolo di
canonici, sacerdoti e gente “importante”, davanti al notaio Panetta,
si preoccupò di lasciarne ampia testimonianza. Un’occasione, quindi,
per restituire un episodio ormai in dissolvenza nella memoria del
popolo, ma capace di tenere saldamente legate la memoria storica e
l’identità della comunità cinquefrondese. La chiusura della
manifestazione, dopo gl’interventi degli autori e del Presidente del
Centro Studi Polistenesi, è stata affidata al Parroco D. Serafino
Avenoso che, nella sua qualità di rappresentante di quella Chiesa con
“i piedi di piombo”, pur apprezzando l’iniziativa, giustamente non
ha mancato di invitare il popolo presente, che è stato omaggiato di una
copia della pubblicazione, a non considerare la sudorazione un vero e
proprio “miracolo”, bensì un lontano episodio, non primo e non
nuovo alle popolazioni della Piana di Gioia Tauro, che non ha avuto
successive ripetizioni.
(Giovanni Russo)
* Calabria Sconosciuta, rivista trimestrale di cultura e turismo, Anno
XXIX, n. 111 Luglio-Settembre 2006, pag. 80.
|