Stemma comunale Polistena, cittadina situata al centro dell’istmo più breve tra le città magno-greche di Locri e di Medma (Rosarno), propone due interpretazioni etimologiche: “città forte” e “molto stretto”. Quest’ultima, per via dell’originario sito dell’antica Polistena che era una piccola e stretta terra posta a lato del torrente Jerapotamo.

Pur rimanendo incerte le sue origini, è presumibile che il territorio sia stato abitato ab antiquo, come dimostrano alcuni oggetti del periodo neolitico della zona.

Possiamo ipotizzare che essa, senza meno, fu una stazione di passaggio per i Locresi che dovevano giungere a Medma, colonia da loro fondata.

I ritrovamenti archeologici, tra cui una cuspide di lancia protostorica ed i numerosi corredi funerari da tombe, evidenziano una frequentazione del territorio e fanno ipotizzare la presenza di un qualche agglomerato urbano, prima e dopo l’epoca della colonizzazione magno-greca.

Cuspide di lancia protostorica della Contrada San Giovanni

Anche l’età romana, poi, è attestata dalle importanti testimonianze affiorate nella contrada Villa, molto propinqua all’abitato.

Pur nella esiguità di superstiti documenti cartacei, s’ipotizza che Polistena sia stata presente in età bizantina, allorquando, nelle sue circonferenze, vennero a stanziarsi monaci basiliani che, tra l’altro, introdussero i culti di S. Marina e della Madonna dell’Itria. Quest’ultimo è tipicamente legato alla persecuzione iconoclastica e la raffigurazione della Madonna trasportata dai monaci basiliani si tramanda particolarmente in una icone di gusto bizantineggiante (ma eseguita nel XVI secolo) che si conserva nella Chiesa della SS.Trinità.

Tuttavia, Polistena, con indiscussa certezza, trova riscontro documentario nella storia, nel 1266, allorquando il Segreto di Calabria pose in subappalto la gabella della Bagliva di Polistena.

 

   

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