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Pur rimanendo incerte le sue origini,
è presumibile che il territorio sia stato abitato ab antiquo, come
dimostrano alcuni oggetti del periodo neolitico della zona. Possiamo ipotizzare che essa, senza
meno, fu una stazione di passaggio per i Locresi che dovevano giungere a
Medma, colonia da loro fondata. I ritrovamenti archeologici, tra cui
una cuspide di lancia protostorica ed i numerosi corredi funerari da
tombe, evidenziano una frequentazione del territorio e fanno ipotizzare la
presenza di un qualche agglomerato urbano, prima e dopo l’epoca della
colonizzazione magno-greca.
Anche l’età romana, poi, è
attestata dalle importanti testimonianze affiorate nella contrada Villa,
molto propinqua all’abitato. Pur nella esiguità di superstiti
documenti cartacei, s’ipotizza che Polistena sia stata presente in età
bizantina, allorquando, nelle sue circonferenze, vennero a stanziarsi
monaci basiliani che, tra l’altro, introdussero i culti di S. Marina e
della Madonna dell’Itria. Quest’ultimo è tipicamente legato alla
persecuzione iconoclastica e la raffigurazione della Madonna trasportata
dai monaci basiliani si tramanda particolarmente in una icone di gusto
bizantineggiante (ma eseguita nel XVI secolo) che si conserva nella Chiesa
della SS.Trinità. Tuttavia, Polistena, con indiscussa
certezza, trova riscontro documentario nella storia, nel 1266, allorquando
il Segreto di Calabria pose in subappalto la gabella della Bagliva di
Polistena.
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