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NOTE STORICHE SULLA |
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CASA DEI JERACE |
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di Giovanni Russo |
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A tale geniale prole è legata gran parte della storia artistica e culturale non solo della Polistena a cavallo tra la metà dell’Ottocento e il Novecento, bensì di tutta la Calabria. Francesco e Vincenzo Jerace, infatti, possono essere considerati tra i massimi esponenti della scultura napoletana, formatisi nell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Gaetano, che studiò pittura sotto la guida di Francesco Lojacono, ebbe un discreto successo soprattutto all’estero. A Michelangelo, poi, sono legati tantissimi studi e pubblicazioni sulla ginnastica e l’educazione fisica. Nel trigesimo della morte di Francesco Jerace (1937), allorquando Polistena gli tributò solenni e commosse onoranze, sulla facciata della casa natale di via Domenicani, fu sistemata la lapide marmorea, tuttora visibile ed in precarie condizioni, dettata dal Comm. Raffaele Valensise:
In quell’occasione, fu pubblicato il volume: Polistena per lo scultore Francesco Jerace nel trigesimo della morte. Nel testamento olografo del 21 giugno 1926, Francesco Jerace non aveva dimenticato la casa paterna di Polistena: “La casa di Polistena resta a mia sorella Anna finchè avrà vita poi giudicherà opportuno Mariarosa [figlia dello stesso Francesco] di disporre o dandola come appendice dell’Ospedale di S. Maria degli Ungheresi o al Comune per scuola facendola adibire all’insegnamento del cucito. Le mie 87 azioni della Banca Popolare servirebbero pure a tale scopo…”. Il
19 ottobre del 1964, Mariarosa Jerace, inviò al Sindaco dell’epoca,
Ing. Giovan Francesco Amendolea, per il tramite dell’Avv. Edoardo
Sigillò, una lettera che avrebbe dovuto rappresentare l’occasione più
importante per Polistena: la donazione della casa natale di Francesco
Jerace perché vi fossero custodite le opere del suo illustre genitore.
Il Sindaco rispose manifestandosi disponibile all’accettazione che,
però, rinviò o addirittura dimenticò, tanto che, due anni dopo, e
precisamente nel 1966, Maria Rosa Jerace, con atto del notaio Alessandro
Chieffi di Napoli, spontaneamente ed irrevocabilmente donò
all’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, n. 34 opere ed alcuni
attrezzi di lavoro di Francesco Jerace.
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