La Biblioteca Comunale

                  
La Biblioteca Comunale

     Dotata di circa 50.000 tra volumi ed opuscoli, tende sempre più a specializzarsi nel settore Calabria ma vanta anche una discreta consistenza di indirizzo generale e nei settori mafia, folklore, emigrazione, scienze. Ha una ricca emeroteca aggiornata. In essa stanno confluendo piccoli e medi fondi librari di famiglie private. Conserva l’Archivio privato della Famiglia Milano (feudatari) ricco di pergamene e documenti cartacei databili fin dal 1430. Il fondo è dichiarato di notevole interesse storico. Possiede, per donazione, altri piccoli fondi archivistici delle famiglie Avati e Rodinò. La Biblioteca è un centro propulsore di varie iniziative culturali ed un vero punto di riferimento.

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Il Museo Civico

                          

Museo Civico Museo Civico
Museo Civico Museo Civico

    

Istituzione collegata alla Biblioteca, conserva al suo interno: reperti fossili e archeologici; documenti d’arte; antichità locali; una sezione etnografica.

In esso si possono ammirare:

- diverse vetrine con esposizione di materiale archeologico di Polistena e del territorio limitrofo (Cinquefrondi, Melicucco, S.Giorgio Morgeto, Taurianova ecc.;

- materiale fossile di Polistena ma anche di Anoia, Varapodio, Seminara, S.Martino, S.Giorgio Morgeto, Tritanti, Maropati, Rosarno, Mammola, Laureana di Borrello, Lubrichi, ecc.;

- reperti storici della vecchia Polistena (stampe antiche, reperti storici e lapicidi tra cui la lapide cinquecentesca della Peschiera, dedicata da Giovanni Ramirez Salazar a Consalvo Ferdinando Ludovico di Cordova, nipote del Gran Capitano, in occasione di una delle sue venute a Polistena di cui era feudatario);

- bozzetti e statue prodotti da artisti polistenesi (F.Jerace, V.L.Jerace, G.Renda, A.Cannata, G.Jerace, Morani, M.Parlato, R.Scerbo, M.Tigani, A.Tigani) e non (F.Longo, V.Parlà ecc.). Da registrare la donazione, da parte dei discendenti, di n. 17 opere originali di Francesco Jerace (cui si aggiunge altra donata al Museo da Giovanni Russo);

- il pianoforte di Riolo. Singolare pezzo di indiscusso valore è il pianoforte a coda (esemplare n.10), costruito, nel 1867, da Angelo Riolo, ebanista polistenese, unico costruttore di pianoforti che la Calabria può vantare. Altro esemplare (il n.5 del 1862) è di proprietà della Banca Antonveneta;

- migliaia di oggetti relativi alla cultura materiale: attrezzi di lavoro dei contadini e degli artigiani ed oggetti di uso domestico appartenuti ad una civiltà ormai soppiantata dall’industria. E’ una raccolta di elevato valore etno-antropologico che da il senso del recupero della cultura del passato.

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pubblicato su CALABRIA Mensile di notizie e commenti del Consiglio Regionale,

Anno XXXIII n.213 Marzo 2005

   

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