Alfredo 

Altorango

 
 
 
 
 

        

È  nato a Polistena (RC) l'8 dicembre 1947.

Già in tenera età sogna di lasciare il paese natio per vivere in una grande città ed avere così la possibilità di vivere nuove esperienze di vita confrontandosi con una realtà diversa e sicuramente più stimolante della vita vissuta in un piccolo paese.

Adolescente, ospitato da uno zio paterno, si trasferisce a Firenze dove si guadagna da vivere lavorando nel ristorante dello stesso zio; qui, tra mille sacrifici e la nostalgia dei genitori che non lo ha mai abbandonato, riesce a superare tanti ostacoli tra cui l'alluvione del 4 novembre 1966, circostanza nella quale Alfredo presta con grande spirito di abnegazione e umanità il proprio aiuto ai cittadini alluvionati.

Dopo due anni, da Firenze si trasferisce in altre città del nord Italia per arrivare poi definitivamente a Roma. A Monterotondo, nei pressi della capitale, si sposa formando una famiglia, trova lavoro in un istituto bancario e trascorre qui molti anni della sua esistenza. La vita gli riserva, però, tante tristi vicende così dopo la separazione dalla moglie, l'allontanamento dai figli, Alfredo ritorna nella sua terra natia.

In una casa in riva al mare, immerso in un'atmosfera di solitudine e riflessione, Alfredo inizia a contemplare le bellezze della natura;

tutto ciò accende in lui una passione artistica che si trasforma in amore per la scultura in legno; Seneca diceva che le arti confortano la vita. Durante le sue lunghe passeggiate, solitarie, inizia a raccogliere pezzi di legno restituiti dal mare dalle forme più strane, queste forme ispirano ad Alfredo figure fantastiche ma anche reali, così costui inizia a togliere da onesti pezzi apparentemente senza forma e anima, il legno superfluo facendo venire fuori figure bellissime. L'ulivo, il castagno, il pioppo e la quercia nelle mani di Alfredo diventano terracotta da modellare senza schemi precostituiti ma originati solo dalla fantasia e dal demone dell'arte che ormai vive in lui.

Non solo la riva del mare, ma anche l'altrettanto affascinante montagna calabrese, durante le sue escursioni, fa dono ad Alfredo di radici di ogni genere probabilmente destinate a rimanere tali, ma sono "pezzi" da riportare in vita e costui ci riesce nel miglior modo possibile.

Le sue sculture sono opere uniche frutto di una passione sbocciata in un momento particolare della sua esistenza. Il suo estro artistico è comunque la continuazione di una tradizione di famiglia poiché già il nonno paterno, Alfredo Altorango, era un apprezzato artista del legno così come il cugino Michelangelo Parlato, scultore di chiara fama. In Alfredo Altorango la contemplazione della natura, la tensione emotiva e la passione artistica si fondono in un insieme unico che produce opere di inimitabile bellezza.