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A determinare, dopo l’Unità
d’Italia, la nascita di un movimento cooperativo operaio,
organizzato in società di mutuo soccorso, molteplici furono le
cause; ma, tra le più peculiari, vanno considerate la povertà
e i disagi dei lavoratori e l’avarizia dei ricchi, oltre che
la millenaria piaga dell’usura. A Polistena, proprio a partire
da tale epoca, si registrò una fioritura di varie iniziative e
di cellule associative che si inserì decisamente nella
politica, nell’economia, nel costume, nella storia e nella
civiltà del popolo che, già in passato, non era mancato
all’appuntamento con altre forme di filantropia, di attività
creditizie, di associazionismo di tipo religioso o parareligioso
come le numerosissime confraternite (17 a partire dal XVI sec.,
tra cui quelle cinquecentesche: della SS. Trinità, del
SS.Sacramento, di S. Sebastiano, di S. Ciriaco, di S. Rocco, di
S. Nicola, di S. Venera, di S. Biagio, del SS. Nome di Gesù o
del Rosario) ; come i Monti di pietà (monti di maritaggio per
orfane povere) legati agli atti filantropici dei vari
Milano, Niglio, Rovere, Pistarchi ecc. ; come il Monte
frumentario ed il Monte dei pegni “Principe Umberto”.
Proprio dalla metà dell’Ottocento in poi fiorirono, a
Polistena, numerose attività cooperativistiche e creditizie :
La Società Agricola Industriale di Mutuo Soccorso; La
Società Cooperativa; La Società Artistico-Operaia di Mutuo
Soccorso; La Banca Popolare Cooperativa di Mutuo Soccorso; La
Società Cooperativa di Lavoro e produzione ; La Banca Agricola
Cooperativa ; la Pia Associazione Maria SS. Immacolata; La
Società Anonima Cooperativa di consumo e lavoro fra operai
agricoli industriali; Il Consorzio Agrario Cooperativo; La Nuova
Società Cooperativa di Produzione e Lavoro “ Tripoli e
Savoia; La Società Cooperativa Risorgimento, La Cassa Rurale
“Depositi e Prestiti, ecc. ecc.
Rilevante, quindi, il numero delle
istituzioni sorte in tale epoca, a Polistena, cittadina di poco
più di 10.000 abitanti, che, il 16 Maggio del 1920, coronò le
aspirazioni di un gruppo di bravi operai ed artigiani che, già
da Aprile, si riunì in assemblea, decidendo di far
sottoscrivere cento soci che fondarono la Società di Mutuo
Soccorso “Fede e Lavoro”:
Mons. Luigi Guido, Arciprete
dell’allora unica Parrocchia S. Marina Vergine, fu il punto di
riferimento della novella Società che ebbe lo scopo di
promuovere il benessere morale e materiale dei soci e far
sorgere fra loro, oltre che alla mutualità, anche le forme
cooperativistiche e sindacali, oltre che procurare
l’educazione dei soci con le forme ed i mezzi atti alle loro
condizioni. L’assistenza fu intesa come promozione di tutte
quelle attività e forme di intervento dirette ad alleviare le
condizioni di miseria, di indigenza, di bisogno, che, per
qualsiasi causa (povertà, disgrazia, infortuni, malattie,
morte, calamità) avrebbero potuto verificarsi, raccogliendo le
contribuzioni e nel distribuirle sotto forma di sussidi e di
servizi in caso di malattia, invalidità ed, in certi casi, di
disoccupazione, oltre che di garantire, alla morte del socio, il
loculo al Cimitero. La cooperazione fra questi soci promotori da
una parte ed il Sac. Luigi Guido dall’altra, fece sì che, già
il 16 maggio, si tenesse nella Sala del Cinema Italia la prima e
vera assemblea di tutti i cento soci a cui proprio il Sacerdote
Guido, che curò la stesura dello Statuto, tenne una conferenza
cui fece seguito un lungo applauso che approvò sia il valore
della conferenza e sia lo stesso Statuto. Nella stessa seduta,
l’assemblea, oltre ad approvare anche la protezione di Santa
Marina Vergine, Protettrice di Polistena, espresse anche il
primo Consiglio di Amministrazione che fu così composto :
Presidente: Rocco Ferrandello; Vice Presidente: Nesci Francesco;
Segretario: Silipo Giovanni; Cassiere: Cullari Francesco .
Furono eletti Consiglieri : Filardo Domenico; Pochì Francesco;
Saffioti Francesco; Ciardullo Giuseppe; Macrì Domenico; Auddino
Francesco; Fusco Giovanni .
Il 1° Giugno del 1920, venne
aperta dai soci una “Sala di conversazione” nella via
Trieste, nei locali del Sig. Macrì Giuseppe. In tale epoca,
venne aperta una sottoscrizione fra i Signori Proprietari di
Polistena che fruttò la somma di £. 2.700, subito impiegata
quale fondo sociale di cassa. Parte di detta somma fu
impiegata per l’acquisto di mobili per la sala e di una
bandiera per le parate sociali, mentre con la poca disponibilità
rimanente si poté iniziare ad attuare l’assistenza ai soci
nei momenti di eccezionale necessità. Dopo aver traslocato,
poco tempo dopo, cioè il 2 novembre del 1920, la sede sociale
che passò nella Piazzetta Garibaldi, nei locali della Signora
Teresina Buda, si riunì l’Assemblea
generale per approvare il bilancio e per stabilire
l’organizzazione per la festa della Bandiera sociale che si
svolse il 9 gennaio del 1921, alla presenza di due Vescovi,
Mons. Paolo Albera, Vescovo di Mileto e Mons. Antonio Galati,
Vescovo di Oppido Mamertina.
Con rogito del 13 Novembre 1921,
del Notaio Giulio Verrini di Polistena, venne fondata, in seno
alla stessa Società, una Cooperativa di lavoro fa gli operai
esercenti l’arte di muratori, manovali, falegnami, fabbri,
terrazzieri, carrettieri, stagnini, minatori, ed affini. Assunse
la denominazione di “Società
Anonima Cooperativa - Fede e Lavoro” e si propose
di procurare lavoro ai propri soci, in modo che ciascuno avesse
potuto conseguire il massimo profitto del proprio lavoro.
Presidente fu eletto Francesco Laruffa; Vice presidente : Riolo
Giovanni; Consiglieri : Ferrandello Michele, Megna Raffaele,
Pochì Francesco, Galatà Michelangelo, Macrì Domenico, Longo
Francesco ed Angilletta Angelo. La Cooperativa, che fu omologata
con provvedimento del Tribunale di Palmi del 7 dicembre 1921,
durò fino agli anni 40, dopo di chè si sciolse.
Nel 1925 dal Commissario
Prefettizio del Comune di Polistena, alla Società venne
concesso il suolo di mq. 36, ubicato nella parte monumentale del
Cimitero ove, nel 1927, realizzò la Cappella Sociale.
Il 26 Gennaio del 1926, la Società
acquistò, per il prezzo di £.4.300,
n. 2 vani siti nell’abitato di Polistena, tra la via
Matrice ed il Vico Gil Blas, ove realizzò un nuova sede
sociale.
Il numero dei soci, nel 1930, fu
di 224, di cui : sarti (7); procaccia (1); muratori (12); messi
comunali (1); contadini (78); commercianti (7); calzolai (14);
custodi cimitero (1); pirotecnici (1); fabbri (4); sagrestani
(2); carrettieri (2); barbieri (2); impiegati (3); terrazzieri
(6); pentolai (2); stagnini (3); carresi (4); pittori (1);
falegnami (17); agricoltori (1); cantonieri (2); segantini (7);
mugnai (2); elettricisti (2); panettieri 82); chauffeurs (2);
maniscalchi (1); domestici (1); guardiani (3); orologiai (1);
braccianti (6); pensionati (1); crivellai (1); funai (1);
cementisti (1); tipografi (1); minatori (1); possidenti (1);
scalpellini (1) mutilati (2).
I soci ordinari contribuirono, nel
1947, con la somma di £.10.000 in favore del locale Ospedale S.
Maria degli Ungheresi.
Nel corso degli 81 anni, ebbero la
carica di Presidente della Società : Ferrandello Rocco; Fusco
Domenico; Macrì Domenico; Saffioti Francesco; Cacciatore
Vincenzo; Guerrisi Giuseppe; Versace Pasquale; Screnci Rocco;
Ciardullo Giovanni; Gambardella Vincenzo; Franco Antonio;
Pisano Michele; Condoluci Antonio; Lazzaro Salvatore; Tripodi
Guerino e Versace Antonio (tuttora in carica).
Cambiati i tempi e le precipue
finalità originarie, la Società,
fin dalla fine degli anni ‘70, tentò di apportare
nuovi elementi di aggregazione, che non fossero le sole funzioni
di presenza o di accompagnamento funebre degli adepti, ma che
contemplassero anche i bisogni morali, fisici, culturali,
sociali e sportivi di tutti ma, particolarmente, dell’ambiente
giovanile.
Con rogito del 3 marzo 1999 del
Notaio Maria Tripodi, la Società acquistò una nuova e grande
sede sulla via Conte Milano, non mancando di restaurarla e di
attrezzarla adeguatamente. Tale nuova sede fu inaugurata, nel
maggio 2000, nel corso dei solenni festeggiamenti per l’80°
anniversario della fondazione della Società, allorquando, alla
presenza dell’Amministrazione Comunale, di molte Società
consorelle e di un folto pubblico allietato dalla Banda
cittadina, fu presentato il libro che illustra il cammino
cooperativistico del sodalizio.
In atto, la Società, aderente
all’Associazione Regionale delle Società di Mutuo Soccorso di
cui fu tra le promotrici, si compone di n. 200
soci uomini e 80 donne. Il Consiglio di Amministrazione
è così composto: Presidente: Versace Antonio; Vice Presidente:
Lazzaro Domenico; Segretario: Greco Pietro;Vice Segretario:
Ciardullo Luigi; Cassiere: Borgese Domenico; Vice Cassiere:
Bilardi Antonino; Consiglieri: Calopresti attilio, Multari
Alfredo, Fioravanti Francesco, Mammoliti Vittorio, Mileto
Vincenzo, Luddeni Anna Maria, Malara Antonietta, Mardocco
Angela, Panaia Giovanni.
Tra le manifestazioni di rito
organizzate dalla società : la festa di S. Marina (17 luglio)
durante la quale si svolge la relativa festa sociale; la festa
del tesseramento (Ottobre) ed il 2 Novembre, giorno dei morti.
Tra le attività ricreative e turistiche promosse dalla Società
vanno ricordate : l’allestimento della tradizionale capanna
natalizia in Piazza della Repubblica; il Tombolone
dell’Epifania; il Carnevale polistenese (con sfilata di carri
allegorici) ; le gite sociali; le attività culturali (mostre di
pittura, conferenze, presentazione di libri, corsi, ecc.). La
società, pur essendo un ente a carattere mutualistico che conta
ormai 81 anni di vita, si è resa sempre promotrice di
iniziative che hanno dato lustro non solo a se stessa, ma anche
alla cittadina che guarda con orgoglio a questa autentica
espressione di associazione a partecipazione popolare.
Polistena
2001
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